Pani, Pacenzia e Tempu





 

 

 

Pani, pacenzia e tempu, è un proverbio dotato di una staordinaria intensità di contenuti,

esprimendo al meglio la Sicilianità consapevole della propria forza e delle proprie qualità,

e, per questo, adottato dalla Casa fin dall'inizio della sua attività.

E' un vero monumento di ponderatezza, che travalica i confini territoriali,

dai quali ha tratto origine, assumendo valenza universale di efficace potenza morale.

Un capolavoro di rara sintesi, che, meglio di ogni altro proverbio di Sicilia, schematizza

la filosofia di chi vuole raggiungere risultati intensi,

stabili, consolidati, di gusto.

 

Pani non va inteso nel senso di oggetto di un bisogno primario del popolino

volgare (panem et circenses - Giovenale - Satire, 10, 81), ma, piuttosto,

qui, diviene il simbolo della soglia della serenità, del poco che è bastevole per avere tutto,

 dell'essenzialità, della semplicità intesa come valore etico (norma di vita) universale, 

indispensabile e insostituibile. Semplicità è tutt'uno con cortesia, garbo, rispetto, umiltà,

dedizione e lealtà. Concetti semplici, che mai possono mancare, che mai sono fuor di luogo;

concetti buoni, come il pane, appunto.

  

 

Pacenzia. E' una qualità insostituibile se si vuole ambire all'Eccellenza, ad una Clientela di nicchia.

 

Il concetto, qui, non viene usato nel senso di speranza, rinuncia o rassegnazione,

ma piuttosto nella sua accezione più lungimirante, strategica e positiva di perseveranza.

La pazienza è la virtù dei forti. La forza si esprime nell'abilità a sapere investire in idee

ritenute giuste e nella capacità di sapere attendere i giusti tempi di maturazione.

Si consideri che la stragrande maggioranza delle persone ha perso il valore della pazienza,

preferendogli il suo antagonista naturale: la fretta (altra cosa è il dinamismo).

Cattiva consigliera, induce in errore certi imprenditori quando pretendono di

dover raggiungere risultati economici per il semplice fatto di aver

aperto una struttura o più semplicemente un'attività. La realtà è diversa. 

Il mercato non premia unicamente l'investimento. Premia l'investimento che convince.

E per convincere ci vogliono i giusti tempi. Ci vuole pazienza.

La pazienza è un potente catalizzatore che conferisce ai risultati una struttura solida,

 compatta e rifinita. E' proprio così, La Casa del Grecale è il risultato di una pacenzia sistematica, 

lenta e costante di tutti i santi giorni, di tutti i giorni che si contano in dodici anni di attività,

da aggiungere a tutti i giorni che si contano negli anni quando la Casa era solo un progetto,

un'idea fortemente voluta e sentita ma non ancora realizzata.

Mai un attimo di esitazione sulla giustezza delle motivazioni.

Sempre nella stessa direzione, nella ricerca ossessiva della qualità totale sopra ogni cosa,

del rispetto della Tradizione e del Territorio al di là delle mode e delle tendenze, 

della supremazia dell'Etica rispetto al tornaconto .

    

 

Tempu. E' voluta l'ultima posizione della parola Tempu, a voler chiudere il proverbio con il concetto

di gran lunga più importante. Il Tempo, a differenza del pani e della pacenzia, non è riferibile agli uomini,

anzi, sfugge al loro controllo, e conduce ad una dimensione extraumana di portata assoluta.

L'uomo, da un lato soggiace alle sue leggi inderogabili, dall'altro ne coglie la magnifica funzione di arbiter.

Si sa, il tempo è galantuomo; ha la grande capacità di coprire di polvere e di

consegnare all'oblio tutto ciò che è falso, privo di anima; ma ha, anche,

il grande potere di attribuire

una patina di gloria e di valore a tutto ciò che è autentico, vero, sentito, che lascia il segno.

Solo il Tempo è in grado di conferire alle cose umane, liberate dalla contaminatio della contingenza,

un'interpretazione corretta; solo il Tempo è in grado di dare torto o ragione a determinate scelte.

 

 

Il Tempo, sin qui, ha dato ragione alle scelte de La casa del Grecale.

 

 

Aurelio Trubia