La Sicilianità di Eccellenza





Sul termine Sicilianità si è molto scritto e dibattuto.

Anticipiamo, sin da subito, che questa sede non ci pare appropriata per tentare,

a nostra volta, di fornire una definizione di questa suggestiva parola.

 Ci basta, semplicemente, introdurre qualche spunto di riflessione,

qualche valutazione, che porti il lettore a ragionare assieme a noi ed,

eventualmente, a condividere la gioia di avere sentito la presenza,  

intravisto la sagoma, di un concetto veramente difficile da imbrigliare.

 

Poche volte si è colto il significato più autentico e storico di Sicilianità; il più

delle volte lo si è banalizzato e svilito nel mare magnum dei luoghi comuni.

In realtà, esiste una difficoltà oggettiva che sbarra la strada a chiunque voglia cimentarsi

nel fare un approccio serio, credibile e decontaminato dalla poderosa muraglia del pregiudizio.

Il pre-giudizio ha fatto della Sicilia un format con marchiatura a caldo, esportato 

e declinato in tutto il mondo sempre con la stessa virulenza diffamatoria. 

Si sa, l'esigenza di appiccicare etichette ed emettere giudizi sommari è antica quanto l'uomo.

Ma, antica quanto l'uomo è anche l'ignoranza.

Questa non conoscenza è diffusa più di quanto si creda, e ammanta di paciosa sicurezza,

incredibilmente, anche le menti titolate e cosiddette "istruite", insospettabili portatrici di "verità" 

che con la Sicilia e la Sicilianità hanno un rapporto grossolano e di superficie.

Ancora più doloroso risulta accettare che proprio noi Siciliani sappiamo pochissimo

della nostra Terra, e quasi nulla sappiamo della Sicilianità,

ovvero delle Cose di Sicilia elaborate personalmente ed interiorizzate.  

Siciliano e Sicilianità non sempre coincidono, spesso rimangono separati in casa, a stretto contatto fisico,

ma lontanissimi nel sentire, nel percepire quel quid che rende una cosa siciliana in una cosa di Sicilia.

La differenziazione, che non è un giocherello dialettico, contiene una verità semplice semplice:

non tutto quello che avviene in Sicilia, o che viene trasmesso come siciliano, esprime la Sicilianità.

Ciò è ancor più vero, e ancor più circoscritto quando tocchiamo il concetto di Sicilianità di Eccellenza.

La storia della Sicilia è la Storia di cose uniche, di primati, di concomitanze irripetibili, di eventi eccezionali.

Una Cosa Eccellente di Sicilia è stretta conseguenza (nesso causale) con i Fatti Eccellenti di Sicilia.

Un esempio valga per tutti.

Non tutti tengono a mente che uno degli scenari più importanti ove si celebrava la famosissima Belle Epoque

fu proprio la Sicilia, meta ambita di tutta la haute internazionale che, specialmente nel periodo invernale,

veniva a svernare, con grande spiegamento di pompa e di cerimoniale, nella nostra isola

attirata dal clima mite e, principalmente, dalla capacità di "ricevere" dei grandi casati di Sicilia.

Negli anni tra la seconda metà dell'Ottocento e i primi del '900, la Sicilia

era luogo di incontro di tutti i grandi stemmi nobiliari e  marchi borghesi d'Europa e delle Americhe,

di grandi poeti e scrittori, di grandi artisti.

Nell'Isola venivano ricevuti da potentissimi nobili siciliani, da grandissimi industriali siciliani,

da famosissimi intellettuali siciliani.

Così si celebravano i Ricevimenti con lo stile della Sicilianità di Eccellenza.

Protocollo Alto di Sicilia,

Tradizione Alta di Sicilia,

Cucina Alta di Sicilia.


C'è dunque una Sicilia che non appare nei soliti luoghi comuni,

che si muove con movimenti garbati e silenziosi, senza fare scrusciu,

nella consapevolezza di inseguire obiettivi nobili e intensi

che fanno da muro di contenimento al dilagare del sistematico vilipendio

nei confronti di un'isola e di una civiltà ineguagliabile.


E ancora mi parlate della solita coppola e del solito carrettino siciliano!


Aurelio Trubia