L'Etica nei Ricevimenti





L'argomento dell'Etica nei ricevimenti è di difficile trattazione, come se si volesse

discettare sulla pacifica convivenza dell'Acqua Santa con il diavolo.

Inutile chiedere all'oste se il vino è buono

E' questo il classico proverbio che esprime l'immagine di cui gode il ristoratore.

Ammettiamolo senza ipocrisia,  il "Ristoratore" è seguìto da una nomea

non proprio edificante, incarna, nel migliore dei casi, l'icona del dolus bonus,

o, addirittura, del commerciante furbastro, abbindolatore e menzognero,

capace di spacciare per eccellente ciò che in realtà non sempre lo è.

Ognuno di noi ha memoria di esperienze dirette riferite a comportamenti non

cristallini da parte di ristoratori che, in qualche modo, hanno profondamente deluso

le nostre aspettative, facendoci pentire di avere varcato la soglia del ristorante. 

Moltissimi ristoratori, infatti, si sono dati un gran da fare nell'alimentare

un'immagine deteriore dell'oste privo di scrupoli e interessato unicamente

al raggiungimento di un guadagno non commisurato alla qualità del cibo o del servizio. 

Chi si intende minimante di "fare impresa" comprende alla perfezione come

un comportamento di questo genere debba essere fermamente combattuto

e come rappresenti una pesante zavorra per il decollo di una azienda e,

principalmente, per la sua permanenza nel mercato.

Proprio la permanenza nel mercato è indice della capacità di una azienda di soddisfare

le aspettative della Clientela. Viceversa la velocità con la quale certe aziende sono scomparse

 è la prova provata della reazione di rigetto

del mercato nei confronti di realtà che insistono a fornire motivi

al modello negativo dell'oste.